07/03/2011
LE ADOZIONI AI SINGLE BLOCCATE DA UNA LOBBY LETTERA AL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA 7 MARZO 2001
07/03/2011 | LE ADOZIONI AI SINGLE BLOCCATE DA UNA LOBBY LETTERA AL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA 7 MARZO 2001
Daniela ha 13 anni e frequenta la terza media con buoni risultati. È una ragazzina sensibile e intelligente. I suoi genitori litigano in continuazione, si preoccupano solo dei loro problemi personali e non si accorgono di quanto stia male
06/03/2011
adozione & affido
Daniela ha 13 anni e frequenta la terza media con buoni risultati. È una ragazzina sensibile e intelligente. I suoi genitori litigano in continuazione, si preoccupano solo dei loro problemi personali e non si accorgono di quanto stia male. Daniela sta attraversando un periodo di profondo disorientamento; fa fatica ad aprirsi e raccontare le sue emozioni. Passa molto tempo da sola e vorrebbe una famiglia che si occupasse di lei. Ha bisogno di adulti che la capiscono e la accompagnino nell'adolescenza, recuperando fiducia in sé. Le famiglie interessate devono risiedere tra Monza, Milano, Bergamo, Lecco. Info: Progetto Affido Mowgli, Arcore, tel.: 039.6882285; email: affidimowgli@asc.offertasociale.it fonte avvenire
La Storia siamo noi-Francesco De Gregori
[La Storia siamo Noi] - Figli di Nessuno 02/06

04/03/2011 | 1995 RACCOLTA FIRME UNIVERSITA' STATALE DI MILANO 1995 PER FAR CHIUDERE GLI ORFANATROFI IN ITALIA . ALLA FINE HO RACCOLTO 1000 FIRME.
04/03/2011 | ADOZIONE AI SINGLE RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA MONS. VINCENZO RINI
04/03/2011 | ADOZIONE AI SINGLE RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA MONS. VINCENZO RINI
04/03/2011 | ADOZIONI AI SINGLE LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E CREMA E DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 4 MARZO 20011
Gabriele a 4 anni, asilo 1960
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GABRIELE CERVI 
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06/03/2011
Daniela ha 13 anni e frequenta la terza media con buoni risultati. È una ragazzina sensibile e intelligente. I suoi genitori litigano in continuazione, si preoccupano solo dei loro problemi personali e non si accorgono di quanto stia male
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adozione & affido
Daniela ha 13 anni e frequenta la terza media con buoni risultati. È una ragazzina sensibile e intelligente. I suoi genitori litigano in continuazione, si preoccupano solo dei loro problemi personali e non si accorgono di quanto stia male. Daniela sta attraversando un periodo di profondo disorientamento; fa fatica ad aprirsi e raccontare le sue emozioni. Passa molto tempo da sola e vorrebbe una famiglia che si occupasse di lei. Ha bisogno di adulti che la capiscono e la accompagnino nell'adolescenza, recuperando fiducia in sé. Le famiglie interessate devono risiedere tra Monza, Milano, Bergamo, Lecco. Info: Progetto Affido Mowgli, Arcore, tel.: 039.6882285; email: affidimowgli@asc.offertasociale.it fonte avvenire
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04/03/2011
ADOZIONI AI SINGLE.. PARLIAMONE....
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SANTO NATALE DEL 1995
Cremona, 22 Dicembre 1995
LETTERA APERTA A QUELLE ANIME INNOCENTI SENZA GENITORI
PARCHEGGIATE COME MERCE NEGLI ORFANATROFI
Cari bambini, chi vi scrive non è una persona importante, non è una autorità, ma è un
comune cittadino che ha deciso con l’assenso della propria famiglia di dedicare a Voi tutti
queste oziose e ipocrite festività.
Sappiate che non sono portatore di regali o dolciumi, quelli certamente non vi
mancheranno, ma vorrei contribuire fattivamente perché voi tutti possiate avere al più presto
una famiglia. Sappiate però che non sarà una operazione semplice in quanto voi per taluni
siete diventati un BUSINESS.
Cari bambini voi per questo nostro malato paese siete colpevoli in quanto siete puri, ma
soprattutto siete colpevoli di essere nati in un Paese corrotto che della corruzione ha fatto uno
Status Symbol. I vostri nemici sono la lottizzazione, il non controllo, la discrezionalità e
l’assistenzialismo pilotato, volto non al vostro benessere, ma mirato a creare affari.
Voi per taluni padri -padroni-padrini rappresentate il nulla. E’ anche per questo motivo
che non si sono mai posti il problema e la necessità di censirvi. Nel 1983 il Parlamento
dopo anni di latitanza si proprio quello dei tangentisti per intenderci meglio… aveva
deliberato una legge la 184. Questa legge, come del resto molte altre nostre leggi è rimasta
inapplicata. Era nata per tutelarvi, invece i soliti corrotti l’hanno superburocratizzata
inficiandone così la sua vera essenza.
E’ per questo fatto anche che non dobbiamo stupirci, se a fronte di circa 18.000 domande
di adozioni all’anno, solo circa 1000 vengono evase. Questo perché sulla vostra pelle con i
contributi pubblici (si parla di un giro di 2.400 miliardi ) si sono creati apparati elefantiasi,
dove chi opera (non tutti) viene gratificato dal Business.
Per spezzare questa catena, ho deciso di informare l’opinione pubblica di questo vero e
proprio scandalo istituzionale. I miei interlocutori saranno i passanti ai quali chiederò di
firmare il quaderno della speranza. Basteranno 1000 firme che serviranno per sollecitare i
parlamentari a discutere con rito d’urgenza la sburocratizzazione, in parole semplici, per
velocizzare la procedura delle pratiche d’adozione.
E’ inconcepibile, che molte coppie debbano aspettare anni (dai 4 ai 5 e tra l’altro dopo il
secondo anno debbono rifare la domanda) per sapere se sono idonei o meno. Intanto gli anni
passano e per voi diventa sempre più difficile l’adozione. Ma cari bambini, abbiate fiducia, la
battaglia per la vostra libertà è solo all’inizio.
I vostri padri -padroni-padrini hanno i mesi contati ormai, loro hanno lottizzato tutto, ma
per fortuna non sono ancora riusciti a comprare il cuore della gente per bene.
Con tanto amore da parte del vostro fratello maggiore.
(n.d.r.) Questa lettera-volantino è stata distribuita ai passanti a Milano nel periodo delle
festività di dicembre 1995 / gennaio 1996
LETTERE INUTILI ?
Da ottobre a tutt’oggi devo aver mandato in giro per l’Italia più di 30 lettere… e pochi mi
hanno risposto. Lo scopo comunque non è quello di avere una risposta ma di informare i
potenti di turno di questo scandalo istituzionale.
Ma so che posso e devo fare di più. Non posso limitarmi a questo.
I potenti non rispondono alla gente comune, ed allora è ai miei simili che dovrò rivolgermi.
Alla gente comune, semplice e vera che se fa qualcosa lo fa con il cuore senza un rendiconto
mirato.
IL QUADERNO DELLA SPERANZA
VOLONTA’ E FANTASIA SPESSO FANNO MIRACOLI…
Ho deciso di raccogliere su un quaderno 1000 firme, questo mi darà modo di
essere a contatto con la gente. Ho intenzione di andare a Roma e per tre giorni
raccoglierò le firme davanti al Parlamento. Sono tutto eccitato, ho un mare di
idee che mi frullano per la testa. Sto preparando striscioni, volantini addirittura
porterò con me un piccolo albero di natale che addobberò con le mie lettere
denuncia. Tutto questo mi rende immensamente felice, anche perché finalmente
posso fare una azione pura in piena libertà.
Breve diario di viaggio.
23 Dicembre 1995: è una giornata fredda e piovosa, mi trovo sul treno diretto
a Roma.
E’ un giorno importante, sono contento ma nel contempo teso e preoccupato perché
passerò le vacanze Natalizie lontano da casa, ma voglio vivere sulla mia pelle questa storia. Mi
sono organizzato, ho fatto dei manifesti e addirittura ho un microfono (karaoke) per attirare
l’attenzione, dei passanti. Il treno è strapieno ma nonostante ciò sono riuscito a trovare un
posto per sedermi, mi sembra un po’ di rivestire i panni di Fantozzi, in quanto non avendo
con me una valigia per il ricambio di vestiti (ho optato per il materiale che dovrò distribuire)
ho ben tre maglioni addosso !! Scarpe da ginnastica e giubbotto completano il mio vestiario….
Finalmente dopo otto ore di treno alle 14,40 arrivo alla Stazione Termini. La mia meta è il
Parlamento è lì che inizierò a raccogliere le firme dei passanti su un quaderno che ho
chiamato:” il quaderno della speranza”. Dopo circa mezz’ora di strada a piedi, arrivo nei
pressi del Parlamento.
Nella piazza c’è una cabina con dentro alcuni carabinieri che fanno la guardia al Palazzo.
Faccio finta di nulla e incomincio a srotolare i miei manifesti… inizio con nastro adesivo e
spago ad appenderli in alcuni punti strategici, come lampioni e colonne varie.. dopo poco però
un maresciallo mi fa cenno di avvicinarmi alla guardiola.
Con fare timido mi presento e spiego al maresciallo lo scopo umanitario di questa mia
azione. Il maresciallo mi chiede se ho il permesso, gli dico di no… che sono appena arrivato da
Cremona, nel frattempo gli consegno la mia carta d’identità… poi cortesemente mi chiede di
attendere. Lo vedo che si mette in contatto telefonico con il comando sito nel palazzo… alla
fine mi dice che purtroppo non posso stare li….gli dico che non sto facendo nulla di male e che
sono disposto a farmi perquisire … il maresciallo sempre con estrema cortesia mi mette in
contatto con il comandante che si trova nel Palazzo. Gli ribadisco il carattere umanitario della
mia iniziativa, alla fine però il comandante mi fa notare che non avendo un permesso, non
posso occupare quel suolo e mi invita a spostarmi di qualche metro. Beh tra me mi dico che
hanno ragione, loro stanno facendo con imparzialità il proprio dovere.
Mi sposto di qualche metro, ora però c’è anche il problema della luce assai scarsa e per
finire si è messo anche a piovere a dirotto… I manifesti si stanno bagnando.. incomincio ad
arrabbiarmi… La fortuna vuole che trovo una piccola rientranza vicino
ad una vetrina di un negozio e li decido di mettere i miei manifesti. La luce delle vetrine è
sufficiente e si possono leggere bene i manifesti.
La gente è parecchia.. ma tutti hanno fretta. Mi faccio coraggio e incomincio a fermare la
gente… Ma mi sembra che oggi sia tutto contro di me, poco dopo infatti esce il padrone del
negozio che mi dice che sto oscurando con i miei manifesti la sua vetrina.. Gli sbotto dicendo
che non è vero…Lui insiste, gli faccio notare che ho messo i manifesti su delle impalcature
vicine (stanno ristrutturando un palazzo adiacente al negozio), al massimo stò sfruttando la
luce della sua vetrina, ma non credo che ciò possa arrecargli danno. Ma quella faccia da pesce
fritto insiste…quanto mi fanno incazzare queste persone, ma che fastidio gli posso dare, in
fondo non sto facendo nulla di male, non sto facendo accattonaggio. Ma che vada all’inferno
lui e le sue porcherie di lusso.. Questo qui mica scherza, minaccia addirittura di chiamare i
vigili. Si carino, chiama i vigili ma va a..
Nero di rabbia e fradicio incomincio per la seconda volta a staccare i miei manifesti, ora la
pioggia si è fatta più fitta e alcune lacrime non richieste mi scorrono lungo il viso
mescolandosi con l’acqua piovana. Sono deluso sono già passate tre ore dal mio arrivo a
Roma e ancora non ho combinato nulla.
Decido di telefonare a casa… mia moglie è febbricitante decido di ritornare a casa. Come
inizio non c’è male… stravolto torno a casa…. Il freddo preso e lo stress mi hanno indebolito
fisicamente anch’io ora sono febbricitante, ma nonostante tutto non mi perdo d’animo.. ci
sarà sono convinto una altra occasione.. io non mollo.
La prima settimana di gennaio ho fatto il pendolare a Milano.. partivo presto al mattino
con la mia mercanzia (fra cui un albero di natale) e mi recavo in Piazza Duomo per
raccogliere le firme….ho trovato sempre pioggia e neve…. Mi sono recato anche più di una
volta presso il tribunale di Milano….. alla fine grazie anche alle firme che ho raccolto
all’Università statale sono riuscito a contattare più di mille persone…. Sono contento, ho
anche espiato un po’ le mie colpe in quanto dovevo iniziare parecchi anni prima questa
sacrosanta battaglia, ma vicissitudini lavorative, ahimè non me lo hanno permesso.
Tornando a noi, debbo dire che ho trovato la gente molto sensibile e indignata per questo
crimine sociale… molti erano disinformati…. Credo di aver fatto qualcosa di buono.
PER NON DIMENTICARE ……
Ferruccio… gli capitò di essere legato ai piedi del letto, con le mani legate dietro la schiena, di
ricevere pizzicotti fatti con le unghie che lasciavano i segni… di essere chiuso più volte nello
stanzino della doccia, Franco.. ebbe botte con le mani, pugni, bastonate col manico della scopa;
Alberto si prese… una bottigliata in testa, gli venne una montagna sulla testa, gli uscì il sangue.
Domenico… fu con Teofila che era cattiva, lo bastonava e gli faceva leccare la pipì, perché
talvolta gli capitava di farla a letto, oppure gli infliggeva bagni con acqua gelida, “mi pareva ci
fosse il ghiaccio”, lo faceva stare in ginocchio, con le mani, talvolta con sassi sotto le
ginocchia… lo costringeva a girare, sempre perché soffriva di enuresi, per la camerata col vaso
da notte in testa, per umiliarlo.
BAMBINI COME RIFIUTI
In due anni in Italia, sono stati buttati nei cassonetti delle
immondizie, 650 bambini nati vivi. Non tutti sono stati salvati,
perché qualcuno è stato trovato in ritardo e non è sopravvissuto.
Ma, purtroppo, a questi 650 ritrovati bisogna aggiungere
certamente altri che non sono mai stati trovati. Una media di un
bambino più, al giorno è stato buttato nelle immondizie come un
qualsiasi rifiuto. Ciò, forse, scandalizza, fa meravigliare, ma non
più di tanto perché la nostra mente è offuscata da chi, attraverso
la TV e la stampa, ha interesse a nascondere questi drammi, a non
farci pensare con la nostra testa e con il nostro cuore . Anzi il
cuore, l’affettività umana, la solidarietà vengono
annullate perché quelle ci farebbero conoscere la verità, mentre a
chi ha il potere occulto ed egoista del denaro interessa ingannarci
con la bugia, con la falsità, con l’apparenza. E questi fatti
scorrono via come acqua su un marmo liscio. Non ci toccano più,
Articolo tratto dal mensile “La Vita”.
Pagina presa dal quaderno della speranza 1995
LETTERE APERTE 1996
( SCALFARO – GRILLO – PIVETTI – PRODI – MELANDRI – SCALFARI – ZERO –
COSTANZO – TURCO )
Milano 10 gennaio 1996
Alla cortese attenzione del magnifico Rettore
Università Statale di Milano
Il sottoscritto Gabriele Cervi chiede alla S.V. illustrissima di poter autorizzarmi all’interno
della struttura per una raccolta di firme per le motivazioni relative alla adozione dei bambini e
per sollecitare i parlamentari a discutere con rito d’urgenza le proposte di legge inerenti alle
procedure relative alle adozioni di minori nel nostro paese.
Cremona, 8 febbraio 1996
Al Capo della Procura di Cremona
Dott. Grillo
Oggetto: informativa
Egregio Dott. Grillo,
alla presente per sua opportuna conoscenza allego n. 2 fotocopie di articoli apparsi su 2
quotidiani, di cui uno locale, in cui gli estensori di detti scritti denunciano: il business e le
varie speculazioni inerenti l’iter burocratico delle pratiche di adozione nel nostro paese e nello
specifico anche nella nostra città.
Come cittadino, ma soprattutto come ex fruitore di detti istituti, mi sento in dovere di mandare
a Lei la presente informativa, per far si che la S.V analizzando il contenuto di tali pubbliche
denunzie apra se ne troverà sussistenti gli estremi una indagine conoscitiva.
Cervi Gabriele
------
Cremona, 10 febbraio 1996
Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Irene Pivetti
Roma
Oggetto: appello
On Presidente,
l’8 ottobre del ’95 lessi su un quotidiano nazionale un articolo, che mi fece accapponare la
pelle, ma che soprattutto mi indignò come cittadino italiano.
L’articolo parlava di business che ruota nel mondo degli istituti in cui sono parcheggiati gli
orfani. Da quel giorno ho giurato a me stesso che non avrei più avuto pace fino a quando non si
fosse risolto questo scandalo.
A questo punto mi chiesi cosa potevo fare di concreto per aiutare questi miei fratelli.
Scartata l’idea di coinvolgere le segreterie dei vari partiti, che ritengo siano solo dei comitati
d’affari, in aiuto mi venne in soccorso la mia fantasia e creai un quaderno, che chiamai il
quaderno della speranza. Ho iniziato con questo quaderno che alla presente le allego, a girare
per Milano, città simbolo di mani pulite. Le mie sedi sono state: Il palazzo di giustizia, P.zza
Duomo, i sottopassi della metropolitana e l’università statale.
In otto giorni, sono riuscito a parlare con più di mille persone a cui ho dedicato
singolarmente più di 15 minuti per spiegare il motivo di questa mia azione. Tutti alla fine hanno
convenuto con me sull’urgenza di sburocratizzare l’iter delle adozioni. Non trascurando
naturalmente un severo ma imparziale controllo.
Onorevole Presidente, a nome dei mille firmatari, che idealmente mi hanno dato mandato, Le
chiedo cortesemente di mettersi una mano sul cuore. Non Le chiediamo la luna, ma
semplicemente le chiediamo visto che la S.V. ricopre una importantissima carica istituzionale, di
intervenire presso le commissioni parlamentari della camera per sottoporre e sollecitare un
urgente intervento da parte dei membri della camera, che Lei così degnamente rappresenta.
In attesa di un Suo gradito e cortese riscontro mi è gradita l’occasione per porgerle i miei più
distinti saluti.
Gabriele Cervi.
(n.d.r.) E’ stato tutto inutile dopo poco il governo cade ed il 20 febbraio decido di inviare una
seconda lettera alla Pivetti.
Cremona, 20 febbraio 1996
Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Irene Pivetti
Roma
Illustre Presidente,
purtroppo queste imminenti elezioni tra l’altro non previste, hanno inficiato la mia azione.
La mia delusione è tale, che trovo inutile andare a votare.
Non posso votare uno stato che è ingolfato di statalismo e di lottizzazione a tutto campo.
In uno stato dove chi ruba è furbo e chi è onesto è considerato un emerito fesso. Non posso
andare a votare in uno stato dove il business è imperante.
Comunque grazie se potrà fare ancora qualcosa.
Cervi Gabriele
TESTIMONIANZE
Il cardinale Tonini: “Le adozioni ? Meglio i single che l'orfanatrofio”.
Milano. “Piuttosto che l’orfanatrofio è meglio il single”. Il cardinale Ersilio Tonini non
tentenna neanche un attimo.
A una domanda sul problema delle adozioni risponde convinto-cristiana e dalla stessa legge
italiana che vieta. Prende ndo una posizione decisamente lontana da quella tradizionale della
cultura cattolica a un single di adottare un bimbo. Ne sa qualcosa Dalila di Lazzaro che da
anni combatte una battaglia personale per avere un piccolo.
E’ arrivata fino in cassazione, perdendo. Ora è in attesa della corte di Strasburgo.
L’inaspettata presa di posizione il cardinale Tonini l’ha espressa ieri ai microfoni di “Video
sapere”. Nella trasmissione si è parlato della questione alla luce delle due proposte di legge
che il prossimo Parlamento dovrà esaminare.
Tonini sul tema ha aggiungo che “la scelta è preferibile anche se il bambino sarà minorato di
fronte agli altri” perché è risaputo che sia la legge, sia la religione, sia molte associazioni
combattono l’adozione ai single basandosi sulla considerazione che non crescerebbe come gli
altri bambini a causa della mancanza di uno dei due genitori.
Corriere della Sera, 27 febbraio ‘96 SEGUE 5
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04/03/2011 | FOTO ORFANI CHE HO PUBBLICATO SUL MIO DIARIO LA FAMIGLIA NEGATA
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01/03/2011
BERLUSCONI VERGOGNATI... PASSANO GLI ANNI, SI CERCA DI FARE DEL BENE , SI CERCA DI DARE VOCE A CHI VOCE NON HA.. E POI SCOPRI CHE TUTTO SI RIPETE, NONOSTANTE LE LEGGI E LE LEGGINE.. CHE AMAREZZA.. VIVIAMO IN UN PAESE FRUSTANTE
Guai a voi scribi e farisei ipocriti! Da Gesù la radice della «vita buona»
Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi
VERBALI
"Mi scaraventò contro il muro
il sangue mi colava sulla schiena"
Le testimonianze dei soprusi subiti dalle giovane vittime nella struttura di assistenza sociale per la gioventù nel casertano. Nelle 25 pagine dell'ordinanza del gip, racconti che colpiscono per chiarezza e rassegnazione. Le ingiurie come benvenuto, la cintura di pelle come arma di correzione, l'abuso come premessa di ogni relazione, braccio di ferro tra ragazzi-sfortunati e educatori-vampiri
dal nostro inviato CONCHITA SANNINO
MADDALONI - Di quanti secoli era rimasto indietro questo spicchio del "Villaggio dei ragazzi"? A quali codici era legato il sistema delle offese e delle percosse come routine? Un mondo così vetero da recarne l'odore anche nei nomi, come dimostrano "le camerate" che ricorrono nei vari racconti. E su tutto aleggia una certezza: la complicità morale di chi conosceva la vergogna - certo, marginale nel complesso della benemerita azione svolta dall'istituto - e ha taciuto.
Anche per questo è diventato profondo il pozzo delle angherie. Nelle 25 pagine dell'ordinanza del gip Taglialatela, racconti che colpiscono per chiarezza e rassegnazione. Le ingiurie come benvenuto, la cintura di pelle come arma di correzione, l'abuso come premessa di ogni relazione, braccio di ferro tra ragazzi-sfortunati e educatori-vampiri. Eccoli, i frammenti dall'inferno.
Francesco, i punti di sutura alla nuca. Raggelante il racconto di Francesco, che a 14 anni viene aggredito, "con le mani al collo" dall'educatore Domenico Bellucci e poi scaraventato verso il muro: il ragazzo finisce con la nuca sull'angolo metallico di un armadietto. "Mi uscì molto sangue dalla testa, ricordo che mi colava lungo la schiena, c'era sangue anche a terra. Era presente anche il professore P., poi venne il medico e dopo poco anche una dottoressa della Fondazione". Bisogna andare al pronto soccorso per i punti di sutura. Ma qui lascia ulteriormente sgomenti la doppia circostanza: non solo nessuno degli adulti denuncerà l'educatore, ma il docente P., accompagnando la vittima all'ospedale, lascia intendere al ragazzo "che era meglio dire una bugia". Il Bellucci fu solo spostato in servizio "presso la portineria". Dalla quale è tornato di recente a lavorare "nelle camerate" dei ragazzi.
Lorenzo 1, il sangue dal naso. Parla Lorenzo. "Bellucci era solito picchiare i ragazzi più tranquilli e quelli più piccoli. Di quelli ribelli aveva paura, perché questi reagivano (...). Una volta, mi pare che era Carnevale del 2008, di sera, Bellucci, dopo avermi dato degli spintoni sulle scale, mi fece cadere e mi percosse selvaggiamente con le mani dandomi schiaffi in testa. Furono tanti gli schiaffi che rimasi intontito e per farlo interrompere reagii, ma lui mi afferrò per i capelli, facendomi molto male. Un altro educatore, Di Virgilio, tentò di allontanare il Bellucci ma questi, nonostante ciò, si scaraventava contro di me. Quella volta mi uscì anche il sangue dal naso, quando il professor Pietropaolo (responsabile degli educatori, ndr) mi vide, si spaventò molto".
Lorenzo 2, ogni pretesto era buono. Un altro Lorenzo non nasconde le sue sofferenze. "Quando ero più piccolo, fino al 2008, sono stato picchiato da Bellucci, da Edattico e Moretta. Mi dicevano "handicappato, scemo, non servi". Ogni pretesto era buono per picchiarmi. Mi pesava tanto stare lì a convitto".
Enzo, pugni in faccia. Graziano, oggi 14enne, racconta delle violenze a cui ha assistito, vittima il suo amico, che tutti chiamano Enzo, ucraino. "Ho visto l'educatore Crisci scaraventare sul letto Enzo (dal nome impronunciabile per lui, ndr), ma Enzo gli ha risposto e Crisci lo ha preso a pugni in faccia. Il mio amico Enzo mi ha confidato che sua madre è severa e che lo mette in punizione se viene a sapere che il figlio si comporta male, perché questi educatori dicono ai genitori che sono i ragazzi a provocarli, a comportarsi male".
Biagio, in piedi al muro. "Durante l'ultimo anno delle scuole elementari alcuni educatori cominciarono a darmi calci e schiaffi, a picchiarmi con le mani. Spesso capitava che senza nessun motivo venivo picchiato da Bellucci, Edattico e Di Palma". Continua Biagio: "L'educatore Bellucci mi dava carocchie a pugno chiuso dietro la testa quando io chiedevo con insistenza le cose che lui mi negava, come andare in palestra o nel cortile del villaggio". Ancora: "Una delle punizioni abituali del Bellucci era quella di farmi stare in piedi vicino al muro, ma senza farmi appoggiare alla parete fino all'ora di cena. Bellucci era solito chiamarmi "uomo di merda, mascalzone, deficiente"".
La loro parola contro la nostra. Dalle testimonianze delle vittime proveniente da altre e più rigide culture, emerge la paura di confidarsi con i genitori. "Sia I. che E. mi hanno detto che sono stati chiamati a venire in questura e che hanno paura di parlare, in quanto verrebbero picchiati dai genitori, che credono agli insegnanti e non a loro".
Il corto circuito delle punizioni. Dice un altro dei testimoni: "Nel convitto parlavamo di queste violenze che noi subivamo. E il mio amico I. mi ha confidato che il padre usa i metodi tunisini: nel senso che se sa che fa arrabbiare gli educatori, lo picchia con una mazza di legno e lo lega vicino al letto". FONTE REPUBBLICA
28/02/2011 | BERLUSCONI E LE SUE PROMESSE MAI MANTENUTE RELATIVE ALLE ADOZIONI
COPERTINA FATTA A MANO DAL SOTTOSCRITTO MIA TESI (LA VECCHIA FOTO RITRAE I MATINIT DI MILANO) DIPLOMA IN ATTIVITA' SOCIALI DIRIGENTE DI COMUNITA'



Con il mio amico Angelo conosciuto in orfanatrofio
SEGUE ![]()
26/02/2011
Mai adozioni per i single» BERLUSCONI NON HA FATTO NULLA PER LEADOZIONI.. IL CAVALIERE COME AL SOLITO E'UN CACCIA PALLE!!
Berlusconi: «Ancora vivo il pericolo comunista»
Il premier: «Nella scuola pubblica gli insegnanti inculcano principi diversi da quelli delle famiglie»
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| Silvio Berlusconi (Reuters) |
COMUNISTI - «La storia del comunismo con oltre 100 milioni di morti alle nostre spalle non è ancora alle nostre spalle», ha spiegato il capo del governo. «Si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania mentre quelli di casa nostra erano e sono tuttora comunisti. Ed è per questo che sono in campo».
SCUOLE PUBBLICHE PERICOLOSE - È probabilmente pensando alle infiltrazioni nella società civile delle idee comuniste che Berlusconi si è scagliato contro la scuola pubblica, rivendicando la libertà di iscrivere i figli in altri istituti, visto che in quelli di Stato «gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie».
COPPIE GAY - «Finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali», afferma il Cavaliere.
PATRIMONIALE - «Noi sosteniamo la famiglia davvero non come la sinistra che vuole andarla a rapinare con una bella patrimoniale. Ma fino a quando siamo noi al governo non ci sarà mai una patrimoniale», ha detto il premier.
GOVERNO - Berlusconi ha annunciato che a breve sarà aumentato il numero dei sottosegretari e ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario per la riforma della giustizia e delle intercettazioni.
Redazione online
26 febbraio 2011
BERLUSCONI NON HA FATTO NIENTE PER LE ADOZIONI DAL MIO ARCHIVIO WWW.AIUTOBAMBINI.IT
| BERLUSCONI NON HA FATTO NULLA PER LEADOZIONI.. IL CAVALIERE COME AL SOLITO E'UN CACCIA PALLE!! | ||||
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BERLUSCONI NON HA FATTO NIENTE
PER LE ADOZIONI
Caro Direttore,
mi permetta di abusare della Sua cortesia, per informare l'opinione pubblica, che come cittadino , ho inviato il 21 febbraio una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi dove con rammarico e sofferenza esterno al medesimo la mia amarezza nel constatare che l’illustre uomo politico non ha mantenuto la parola data alla intera Nazione, durante la Sua personale campagna elettorale svoltasi nel 2001.
In quella campagna elettorale, palesò pubblicamente che se fosse stato eletto, avrebbe pensato a semplificare le adozioni per dare una famiglia ad ogni bambino. Io stesso, gli mandai una lettera che si può consultare nel mio libro webb,(sito www.aiutobambini.it), dove con il cuore in mano, supplicavo di ricordarsi una volta eletto, di questi innocenti. Purtroppo la mia raccomandata pur pervenuta (datata 11 maggio 2001) non ebbe riscontro, né da parte di Berlusconi, ne da parte di esponenti del suo partito.
La situazione a tutt’oggi anzi si è ulteriormente aggravata, in quanto un senatore proprio di forza Italia, un certo Antonio Girfatti presentò nel Luglio del 2002 un disegno di legge (tra l’altro coofirmato da 53 senatori della maggioranza) nel quale si propone di cancellare il termine di chiusura degli istituti (che io chiamo ancora a tutti gli effetti orfanotrofi) fissato dalla legge 149/2001 al 31 dicembre 2006. In questa lettera ho chiesto a nome di questi minori innocenti, di ritirare questo iniquo disegno di legge, in quanto è da ritenersi illegittimo, immorale e illegale nei confronti dell’Onu che sancisce i diritti dei minori ad avere tutti una famiglia.
Tra l’altro l’ultimo rapporto dell’Onu che risale al gennaio ’03 (a cui io ho mandato il mio libro come controrapporto), definisce lacunose molte iniziative del nostro Governo relative alla situazione dell’infanzia del nostro paese.
A Berlusconi, ho allegato anche una copia del manifesto, (che qui le produco per conoscenza) che fece affiggere in tutto il paese relativo proprio alle adozioni nel quale declamava che per dare una famiglia ad ogni bambino occorrevano adozioni più semplici.
Ora ho fatto passare quasi un mese da questa mia ennesima iniziativa, ma visto che nessun riscontro è arrivato, mi sono permesso (come cittadino al di sopra delle parti, ho la fortuna di essere apartitico) di denunciare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo , l’attuale Governo e le varie istituzioni italiane nella loro interezza in quanto a tutt’oggi i medesimi non hanno adempiuto appieno alla convenzione Europea in materia dei diritti dei minori. Per esplicitare meglio la mia denuncia come ulteriore atto probatorio ho allegato il mio libro (la famiglia negata- lettera a un Parlamento incivile 1995/2003) nelle quali narro le mie passate denunce e pubbliche prese di posizione per dare voce all’infanzia abbandonata italiana.
Naturalmente le autorità italiane tramite anche i mass-media (codesta lettera se sarà pubblicata ne sarà una ulteriore prova pubblica), sono state allertate.
Dipende ora, dalle nostre Istituzioni se continuare a rendersi latitanti oppure usare il buon senso che il caso consiglierebbe. Comunque sia la loro risposta, io vado avanti usando tutti i mezzi legali che il nostro stato se pur obsoleto, mi mette democraticamente a disposizione.
Gabriele Cervi
Articolo pubblicato dal quotidiano La Cronaca martedì 25 marzo 2003
Cremona, 21 febbraio 2003
Raccomandata RR
Alla c/a del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi
Palazzo Montecitorio
00186 ROMA
Oggetto: richiesta di aiuto per infanzia abbandonata.
Illustre Signor Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi,
con la presente vorrei esternarLe la mia personale amarezza e profonda sofferenza d’animo nel constatare che a tutt’oggi, la S.V. non ha mantenuto la parola data alla intera Nazione, durante la Sua personale campagna elettorale svoltasi nel 2001.
Ella,in quella campagna elettorale, palesò pubblicamente che se fosse stato eletto, avrebbe pensato a semplificare le adozioni per dare una famiglia ad ogni bambino.
Io stesso, Le mandai una lettera (che può consultare a pagina 74 del mio libro web “La Famiglia Negata” che qui Le allego con incluso il CD), dove con il cuore in mano, la supplicavo di ricordarsi una volta eletto, di questi innocenti. Purtroppo la mia raccomandata pur pervenuta (ne ho la ricevuta) datata 11 maggio 2001 non ebbe riscontro, né da parte Sua, (a cui la lettera era indirizzata), né da parte di esponenti del suo partito.
La situazione a tutt’oggi anzi si è ulteriormente aggrava, in quanto un senatore proprio di Forza Italia, un certo Antonio Girfatti presentò nel Luglio del 2002 un disegno di legge (tra l’altro coofirmato da 53 senatori della maggioranza) nel quale propone di cancellare il termine di chiusura degli istituti (che io ancora chiamo orfanotrofi) fissato dalla legge 149/2001 al 31 dicembre 2006.
Le chiedo a nome di questi innocenti, di ritirare questo disegno di legge, in quanto è da considerarsi illegittimo, immorale e illegale nei confronti dell’Onu che sancisce i diritti dei minori ad avere tutti una famiglia.
Come semplice cittadino sono ben più di sette anni che mi batto per dare dignità e diritti negati all’infanzia abbandonata. Queste mie lotte le ho racchiuse in un CD che qui Le allego per Sua opportuna conoscenza e che ho inviato alle massime autorità Italiane e all’Onu quale controrapporto sulla non applicazione effettiva della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, ratificata in Italia con L.27 maggio 1991 n.176. Le mie preoccupazioni, si possono tra l’altro riscontrare nell’ultimo rapporto del Comitato Onu (gennaio ’03) che definisce lacunose molte iniziative del nostro Governo relative alla situazione dell’infanzia medesima.
Il problema degli istituti minorili. “Il rapporto Onu mette in luce come, nonostante i progressi degli ultimi anni, in Italia ci sia ancora molto da fare per i diritti dei minori. Si tratta di un documento autorevole e puntuale che dimostra una conoscenza approfondita della situazione italiana.
Ancora con il cuore in mano, Le chiedo di rivedere l’attuale posizione della maggioranza in tema di istituti.
Fiducioso in un Suo cortese riscontro, sappia che sono a Sua disposizione per qualsiasi ulteriore delucidazione.
Distinti saluti.
Gabriele Cervi
Allegati N. 1 Libro web cartaceo La Famiglia Negata più CD dal titolo La famiglia negata notizie di un crimine sociale e lettere a uno stato incivile (1995/2003) controrapporto inviato all’Onu il 21 dicembre ’02.
N. 1 copia del manifesto elettorale adozioni più semplici
L CARDINALE TONINI
Il cardinale Tonini: “Le adozioni ? Meglio i single che l'orfanatrofio”.
Milano. “Piuttosto che l’orfanatrofio è meglio il single”. Il cardinale Ersilio Tonini non tentenna neanche un attimo.
A una domanda sul problema delle adozioni risponde convinto-cristiana e dalla stessa legge italiana che vieta. Prendendo una posizione decisamente lontana da quella tradizionale della cultura cattolica a un single di adottare un bimbo. Ne sa qualcosa Dalila di Lazzaro che da anni combatte una battaglia personale per avere un piccolo.
E’ arrivata fino in cassazione, perdendo. Ora è in attesa della corte di Strasburgo. L’inaspettata presa di posizione il cardinale Tonini l’ha espressa ieri ai microfoni di “Video sapere”. Nella trasmissione si è parlato della questione alla luce delle due proposte di legge che il prossimo Parlamento dovrà esaminare.
Tonini sul tema ha aggiungo che “la scelta è preferibile anche se il bambino sarà minorato di fronte agli altri” perché è risaputo che sia la legge, sia la religione, sia molte associazioni combattono l’adozione ai single basandosi sulla considerazione che non crescerebbe come gli altri bambini a causa della mancanza di uno dei due genitori.
Corriere della Sera, 27 febbraio ‘96
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| ATTI GIUDIZIARI 5 MANGIA IL TUO VOMITO
Anno 2002 MANGIA IL TUO VOMITO” Ad Ugento in provincia di Lecce, era una delle punizioni inflitte ai bambini che una coppia di coniugi e la loro figlia avevano in custodia presso un istituto per minori. I tre sono stati arrestati. Più che un Istituto un vero Lager. Ugento (Lecce) Punivano i bambini con pizzicotti, calci e schiaffi, oppure li picchiavano con una mazza e li chiudevano in una stanza, al buio. Ai più forti di carattere offrivano a colazione latte e pane raffermo che in alcuni faceva venire da vomitare. In questi casi, il rigurgito doveva essere ingerito dagli stessi ospiti “puniti”. A giudicare soltanto da alcuni degli episodi di maltrattamenti e violenze contestati dagli inquirenti, assume l’aspetto di un vero e proprio lager il centro cui il tribunale per i minorenni, di Lecce spesso affidava bambini sottratti alle famiglie. La maggior parte dei reati attribuiti riguarda i due coniugi che gestivano l’istituto di accoglienza per minorenni il “Cenacolo” di Ungento, arrestati oggi dai carabinieri con la loro figlia. Le persone catturate sono Antonio e Clementina Spennato, di 44 e 43 anni, e la loro figlia Erika, di 22, che lavorava come impiegata nell’istituti. Quest’ultima è accusata solo di aver compiuto abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni. L’accusa di violenza sessuale contestata a Erika Spennato fa riferimento in sostanza ad atti di libidine che la ragazza avrebbe compiuto, circa due anni fa, con un ragazzo, che all’epoca dei fatti, aveva 15 anni, anch’egli ospite del centro. I due hanno accertato i militari avevano allacciato una relazione sentimentale e stavano insieme. Secondo gli investigatori, quindi tra la giovane e il ragazzo sarebbero avvenuti atti di libidine col consenso di entrambi, anche se la legge sulla violenza sessuale considera reato qualsiasi atto sessuale compiuto con subalternità (in famiglia, in ambienti ai quali sia stato affidato, etc). I due coniugi sono invece accusati di maltrattamenti, minacce, ingiurie, lesioni e sequestro di persona nei confronti di molti dei 16 minorenni (di età compresa tra i due e i 17 anni) che sono ospitati nel centro, su disposizione del tribunale per i minorenni di Lecce che li aveva affidati alla struttura di accoglienza dopo averli tolti alle famiglie d’origine.A quanto si è appreso, i maltrattamenti venivano compiuti nei confronti di bambini e ragazzini “a scopo educativo”. In un caso affermano i militari uno degli ospiti della struttura sarebbe stato colpito al capo con una mazza, in altri casi alcuni bambini sarebbero stati chiusi nelle loro camere al buio. Un altro, invece, secondo l’accusa, sarebbe stato costretto a lavarsi i denti con una spazzola “che gli veniva infilata in bocca con violenza fino a fargli sanguinare le gengive”. In altre occasioni, secondo le indagini, i minorenni erano costretti a mangiare anche quando non volevano, oppure digiunare. Chi si ribellava e protestava veniva minacciato con frasi del genere: “Sarai trasferito in istituti terribili dove ci sono persone cattive e lontano dai tuoi amichetti. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 1998 e il 2002 e sono stati accertati dopo che i carabinieri della compagnia di Castrano hanno verificato voci sui maltrattamenti che provenivano dall’interno della struttura. Durante le indagini a quanto si è potuto sapere i militari hanno accolto anche persone che lavorano (o lavoravano) all’interno dell’istituto, che avrebbero confermato i maltrattamenti di cui sarebbero stati vittime gli ospiti. Oltre a sequestrare l’Istituto di via degli Acquarelli, i militari hanno apposto i sigilli anche all’altra sede del centro, in via Manzoni 25, sempre ad Ugento. Il avoro dei beni sequestrati ammonta a circa 500.000 eruro. (16/1/02)
UNGENTO – IL TRIBUNALE DEI MINORI: NON E’ NOSTRO COMPITO VIGILARE SU ISTITUTI DI ACCOGLIENZA.
Le relazioni degli assistenti sociali erano tutte positive. Resta il dubbio di chi siano le responsabilità per i maltrattamenti subiti dai bambini. L’AIBI: CI COSTITUIAMO PARTE CIVILE.
Lecce: Il tribunale per in Minorenni non ha funzioni ispettive; i controlli sulle strutture che vengono via via utilizzate per l’assistenza ai minorenni non competono quindi ai tribunali minorili. Lo sottolinea il presidente del tribunale per i minorenni di Lecce, Maria Rita Verardo, a proposito della vicenda che ha rilevato un luogo di violenze fisiche e psichiche in una struttura di Ugento, Il cenacolo, nella quale proprio il tribunale talentino per i minorenni, sin dal 1998, invia bambini e ragazzi sottratti alle loro famiglie per motivi diversi. Il titolare del centro, la moglie e la figlia sono stati arrestati ieri. Nell’istituto secondo i carabinieri, il pm Carolina Elia e il gip del tribunale di Lecce Pietro Baffa – i bambini sarebbero stati sottoposti a gravi violenze e maltrattamenti, fisici e psicologi. Secondo il presidente Verardo, le relazioni che giungevano trimestralmente ai giudici minorili erano tutte positive al punto che nessuno dei magistrati per i minorenni avrebbe mai avuto sentore di quel che invece contestano gli inquirenti al titolare della struttura e alla moglie. Il presidente del tribunale per i minorenni di Lecce esprime sdegno per un fatto orrendo, mostruoso, che getta fango sull’operato del tribunale minorile. Non avrei mai immaginato aggiunge di avere a che fare con persone dalla personalità distorta, patologica, capaci di camuffare la loro vera natura con comportamenti ingannevoli solo in apparenza amorevoli nei confronti dei minori, quasi di un attaccamento morboso, riuscendo ad eludere anche controlli più rigidi. Per i controlli prosegue il presidente ci affidiamo a chi opera direttamente sul territorio, ai consultori, al Comune, ai carabinieri, ma soprattutto ai servizi sociali: sono loro che espletano per contro nostro una funzione ispettiva. Sono loro che ogni trimestre relazionano sull’andamento di un istituto e sulla sua idoneità. Nel caso di Ungento, tutte le relazioni che ci sono pervenute erano positive tali da non ingenerare sospetti di presunti abusi. Per il presidente Verardo, anche i ragazzi nei colloqui con i giudici si sono sempre dimostrati contenti della sistemazione, perché in quel centro avevano trovato finalmente un calore familiare. Infatti aggiungo per la maggior parte si tratta di ragazzi che di fatto non hanno una famiglia, e che proprio per questo il tribunale aveva deciso di affidare alla casa-famiglia di Ungento, che sci sembrava la sistemazione logistica migliore,d a come si evinceva dalle relazioni delle operatrici sociali. Posso dire che nessuno dei miei giudici dice ancora il Presidente del tribunale talentino per i minorenni ha mai avuto sentore di qualcosa. In passato abbiamo avuto notizie di alcuni dissapori che c’erano all’interno dell’istituto, di un malfunzionamento dal punto di vista amministrativo ma mai di violenze. Solo una volta un’operatrice ci segnalò che un ragazzino era stato schiaffeggiato dai titolari e per questo convocammo i titolari per poi sapere che lo avevano fatto perché perché si era responsabile di un furto. Ho piena fiducia nella giustizia penale conclude Verardo perché faccia piena luce sulla vicenda, da parte mia posso dire che da ora in poi i controlli saranno intensificati 17 ottobre ‘02
UGENTO – RESTANO IN CARCERE I GESTORI DE IL CENACOLO
Lecce : Restano in carcere Antonio,Clementina ed Erica Spennato, padre, madre e figlia arrestati il 16 ottobre scorso nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla luce maltrattamenti e abusi perpetrati nei confronti dei minori ospitati nel centro di affidamento Il Cenacolo di Ugento (Lecce). Il gip di Lecce Pietro Baffa ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata ieri nel corso dell’interrogatorio dai legali difensori degli arrestati, negando anche la concessione degli arresti domiciliari. Una decisione maturata ha detto il gip dall’esigenza di mantenere la custodia cautelare per il timore di una reiterazione dei reati. I legali difensori dei tra hanno già depositato il ricorso contro la decisione del gip presso il tribunale del riesame chiedendo l’immediato annullamento dell’ordinanza o in alternativa i domiciliari. Nei prossimi giorni,intanto, saranno interrogate dal pm altre operatrice del centro che hanno prestato servizio fino a pochi giorni prima della chiusura e saranno nuovamente sentiti i 16 ragazzini ospiti del centro. Al fascicolo dell’inchiesta si è aggiunta anche la denuncia di una coppia di Ruttano (Lecce), secondo la quale il figlio minore sarebbe stato trattenuto arbitrariamente nella struttura mentre con i genitori era andato a far visita a due fratelli che erano ospitati nel centro. 19 ottobre 02
LECCE – IL TRIBUNALE SAPEVA DEI MALTRATTAMENTI AI MINORI
Denuncia del legale di un genitore. Dal relativo fascicolo, sono scomparsi solo e soltanto la copia della denuncia e il verbale di udienza che ne attestava l’avvenuto deposito.
Lecce: Il difensore del padre di un bambino dato in affidamento dal tribunale per i minorenni di Lecce ad un centro di accoglienza convenzionato, Avv. Andrea Falcetta, denuncia che , a differenza di quanto sostenuto dalla presidente dello stesso tribunale, almeno in un caso è dimostrato che in realtà sapeva dei maltrattamenti subiti dai bambini, negli istituti convenzionati con il tribunale dei minori. Il 29 dicembre 2000 il legale depositò in udienza, nell’ambito di una causa assegnata alla presidente del Tribunale per i minorenni di Lecce, dott.ssa Verardo, una denuncia firmata dal dott. Massimo Cortinari del Policlinico di Bari relativa all’avvenuta somministrazione di psicofarmaci, all’interno del centro di accoglienza, Nostra Famiglia di Ostini (Brindisi), al bambino il cui padre è difeso dall’avv.Falcetta in un giudizio appunto sui maltrattamenti subiti dal figlio. Non posso credere rileva il legale che la Presidente non abbia letto il verbale dell’udienza di una causa che si era autoassegnata, senza contare che pochi giorni dopo, dalla mole immensa del relativo fascicolo, sono scomparsi solo e soltanto la copia della denuncia di Cortinari e il verbale di udienza che ne attestava l’avvenuto deposito, il che rende inquietante la cosa. Inoltre, aggiunge, nei confronti della dott.sssa Verardo, da parte anche di altri legali, sono state presentate numerose denunzie per reati vari ( principalmente per omissione di atti d’ufficio) , ma anche per concorso nei maltrattamenti subiti dal figlio del mio assistito all’interno della suddetta casa famiglia, maltrattamenti accertati anche da una ispezione disposta dalla Regione Puglia a seguito di un nostro circostanziato esposto, nel quale si indicavano con nome e cognome gli assistenti sociali coinvolti nella vicenda. L’avv. Falcetta assicura che copie degli esposti e delle denunce sono state da tempo inviate anche al Ministro della Giustizia: sarebbe perciò giunto il momento conclude che costui si decidesse a ordinare una ispezione con monitoraggio di tutti i fascicoli di affidamento e adozione. Le accuse al tribunale per i minorenni di Lecce sono venute in seguito all’arresto di tre persone, padre, madre e figlia, che gestivano il centro Il Cenacolo di Ungento (Lecce), all’interno del quale sarebbero stati compiuti maltrattamenti e abusi sui 16 ragazzi dati in affidamento appunto dal tribunale. 20 ottobre 2002
LEGALE CHIEDE ISPEZIONE IN TRIBUNALE MINORE DI LECCE Servirà ad accertare eventuali abusi di omissioni compiuti nell’ambito delle procedure per l’affidamento e l’adozione di diversi bambini ed è stata chiesta dall’avv.Andrea Falcetta. A Mirabella forse hanno espiantato gli organi. BARI – Un’ispezione ministeriale presso il Tribunale per i minorenni di Lecce per accertare eventuali abusi ed omissioni compiuti nell’ambito delle procedure per l’affidamento e le adozioni di diversi bambini è stata chiesta al ministro della Giustizia, Roberto Castelli, dall’avv.Andrea Emilio Falcetta, che assiste una famiglia a cui è stato tolto un figlio. L’annuncio è stato dato dal legale nel corso di una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio a Bari nella sede dell’Unione Italiana Ciechi. Un’analoga richiesta, che non ha avuto seguito, era stata avanzata nel marzo del 2002 dal prof.Sergio Starace presidente del comitato permanente per la tutela dei genitori, presente anche lui alla conferenza stampa. Alcuni componenti del comitato tempo fa, per protestare contro i giudici si incatenarono e presidiarono per due mesi e mezzo, giorno e notte, l’estenro del Tribunale per i minorenni di Lecce e per altri 15 giorni fecero lo sciopero della fame. In una lettera aperta al ministro Castelli, l’avvocato Falcetta scrive che sono 28.000 in tutta Italia i bambini ospiti di case famiglia gestite dai privati i quali, grazie ad una incredibilmente efficiente rete di convenzioni con gli enti locali si spartiscono una torta di complessivi 2000 miliardi di vecchie lire ogni anno Da qui la conclusione del legale che è necessario fare anche indagini patrimoniali a carico di chi si occupa di affidamenti e adozioni, di chi prepara segnalazioni e relazioni da inviare alla magistratura perché i bambini sono diventati loro malgrado il business del nuovo millennio. Vogliamo l’ispezione ha concluso il legale epr sapere se in nostri sospetti sono fondati, vogliamo che il ministro ci risponda, anche per dirci che non è vero nulla, e che si assuma le sue responsabilità. Il prof. Starace ha invece annunciato che i componenti del comitato faranno una forte protesta sotto il ministero della Giustizia. 28 gennaio 2003 Prospettive assistenziali, n. 141, gennaio-marzo 2003
VIOLENZE E SEVIZIE SUI BAMBINI RICOVERATI IN ISTITUTO: SIAMO ANCORA IL PAESE DEI CELESTINI
Da molti, troppi anni negli istituti di assistenza ai minori, soprattutto in quelli privati, si verificano episodi di gravi violenze. Ancora una volta ricordiamo che i fatti rilevati dall’Autorità giudiziaria nei confronti di alcuni operatori dell’istituto Maria Vergine Assunta in Cielo di Prato, noto come l’istituto dei Celestini, riguardavano: punizioni particolarmente sadiche inferte ai bambini ricoverati (bastonate, frustate, schiaffi, leccare la propria pipì o il pavimento, essere legati a crocifisso sotto il letto o ai piedi di esso, privazione del cibo, ecc.), condizioni igieniche disastrose, abiti lerci, grave ritardo nello sviluppo intellettivo della maggior parte dei fanciulli, omissione dei controlli sanitari, ecc. (1). Non possiamo nemmeno dimenticare che a seguito di un sopralluogo all’istituto di Grottaferrata (Roma) era emersa la seguente allucinante situazione: «Vi trovarono 13 ragazzi(gravemente handicappati, ndr) in coppie su sette lettini, tranne l’A. che dormiva solo, ciascuno con la testa verso la spalliera e legati tra loro per le gambe. Anche le braccia erano avvinte, mediante catenelle assicurate con lucchetti o con legacci di stoffa, alle opposte spalliere del letto; l’ambiente era impregnato di fetore» (2). Da notare che la vicenda dell’istituto dei Celestini durò ben 32 anni e quella di Grottaferrata 18. In questi periodi vi furono ispezioni, denunce, esposti, ma a tutela dei minori ricoverati non venne presa nessuna decisione fino alle rispettive chiusure ordinate dall’Autorità giudiziaria. Anche se a seguito della campagna condotta dall’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie), dall’Ulces (Unione per la lotta contro l’emarginazione sociale) e da altre organizzazioni, si è notevolmente ridotto il numero degli istituti in cui vengono segnalati maltrattamenti (conseguenza anche della riduzione dei minori ricoverati dai 310 mila del 1962 agli attuali 20-25 mila), ancora una volta è emerso un caso sconvolgente. Come riferisce Il Giornale del 17 ottobre 2002 «Il centro di accoglienza era un centro di torture, dove l’orrore era coperto da una cappa di silenzio e omertà; quelle quattro mura che dovevano ridare una speranza erano, invece, un lager per bambini e ragazzini, dove tante storie diverse finivano inesorabilmente in un unico, drammatico destino segnato da violenze, pestaggi, maltrattamenti. Alla fine, i titolari del centro Il Cenacolo a Ugento, in riva allo Ionio che bagna il Salento, sono stati arrestati dai carabinieri: sono padre, madre e figlia, quelli che gestivano una struttura dalla facciata rassicurante dove venivano ospitati bambini e ragazzini tra i 2 e 15 anni, approdati laggiù su disposizione del Tribunale per i minorenni di Lecce. Ma nessuno sapeva che cosa ci fosse oltre la porta del centro: lo hanno scoperto i carabinieri al termine di indagini scattate dopo la denuncia di un’assistente sociale, che ha raccontato tutto. La donna ha detto di avere subito violenza sessuale e ha parlato delle violenze subite dai bambini, ha spiegato come andavano le cose in quella specie di prigione dove l’orrore rimbalzava sul muro di gomma dell’omertà (…)». I ragazzi erano «lasciati a lungo senza cibo e senza acqua, maltrattati, picchiati e violentati, seviziati in quel lager». Queste e le altre purtroppo numerose vicende di maltrattamenti di minori dovrebbero essere tenute in attenta considerazione da coloro, come il Senatore Girfatti e gli altri firmatari della proposta di legge n. 791 presentata al Senato, vorrebbero eliminare il termine del 31 dicembre 2006 previsto dalla legge n. 149/2001 per la chiusura degli istituti di assistenza all’infanzia allo scopo di dare alle suddette istituzioni «la possibilità di continuare nell’opera educativa intrapresa» (3). A questo proposito è auspicabile che il Governo attui quanto è stato scritto nel “Libro bianco sul welfare - Proposte per una società dinamica e solidale”, pubblicato nel febbraio 2003 dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che riportiamo integralmente: «Sul versante della necessità di riconoscere il diritto del minore a vivere in famiglia a conclusione dell’anno 2003 verrà predisposto – dopo un’attenta azione di monitoraggio e di coordinamento con le Regioni ed i rappresentanti del privato sociale e dell’associazionismo familiare – un piano straordinario per la de-istituzionalizzazione dei minori ed in parallelo un programma di promozione dell’affidamento familiare e di ricollocazione dei minori in un ambiente affettivo idoneo ad un sano sviluppo psico-fisico. Le risorse per l’implementazione della prima fase del Piano straordinario sono definite all’interno del fondo nazionale per le politiche sociali».
(1) Cfr. B. Guidetti Serra e F. Santanera, “Il Paese dei Celestini - Istituti di assistenza sotto processo”, Einaudi, Torino, 1973. (2) Ibidem. (3) Cfr. “Inaccettabile il disegno di legge che vuole mantenere in vita gli istituti per minori”, Prospettive assistenziali, n. 139, 2002. Sulle conseguenze negative dell’istituzionalizzazione si veda in questo numero nella rubrica “Notizie” la segnalazione “Il ricovero in istituto non consente ai minori di diventare autonomi”.
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MINORI RICOVERATI INMANICOMIO RELAZIONE DELLACOMMISSIONE ANNO 1970
I ragazzi tra gli otto e diciotto anni trascorrono tutte le ore del giorno nella sala di soggiorno, completamente abbandonati in uno stato di inerzia assoluta. Alcuni di essi siedono apatici e silenziosi ai tavoli, altri vanno si e giù per la stanza, altri stanno accovacciati sui davanzali delle finestre dietro le inferriate. Non sono impegnati in alcun modo, né è prevista alcuna attività ricreativa o di gruppo; non è neppure previsto e organizzato alcun tipo di insegnamento regolare. Non esistono logopedisti e fisioterapisti. Manca qualsiasi materiale da gioco, nonostante le precise richieste della commissione più volte riproposte alla Opera Pia (si badi che la spesa prevista era di 50.000). Vi sono alcuni ragazzi ricoverati da diversi anni, che non pronunciano parola pur dando la sensazione di seguire parole e gesti altrui. Nessuno si è mai preoccupato di tentare con loro una qualsiasi forma di recupero e di rieducazione; molti non sanno mangiare, né mantenersi puliti. Spesso alcuni vengono legati mani e piedi al letto, sia di notte che di giorno, ogni volta che la commissione si è recata in reparto ha sempre trovato dei ragazzi in queste condizioni. Caso limite: un ragazzo contenuto per cinque giorni di seguito. La giustificazione: essendo in corso dei lavori di muratura nel reparto non era possibile controllarne il comportamento. Dopo l’intervento della commissione il ragazzo venne slegato e consegnato alla madre per trascorrere in famiglia le vacanze pasquali. I ragazzi vivono in una totale carenza affettiva, alcuni, soprattutto i più piccoli, si aggrappano letteralmente al visitatore che mostra di interessarsi a loro: gli toccano le mani , si strofinano ai vestiti, vogliono essere abbracciati. I più di loro sono visitati dalla madre e solo la domenica; gli infermieri dichiarano di non aver mai visto un padre. Otto ragazzi non hanno nessuno e solo quattro o cinque sono stati a casa a Natale per tre giorni. Non possiedono nulla, vorrebbero avere almeno delle biciclette e dei dischi. Nulla viene effettivamente tentato per il recupero e la rieducazione di questi ragazzi. Gli infermieri dichiarano di aver chiesto una palestra e del personale specializzato, pensano che con personale addestrato i bambini potrebbero imparare a mangiare con le posate e ad andare al gabinetto e pulirsi da soli. Lamentano di non sapere nulla o quasi dei malati loro affidati: di non vedere mai le cartelle cliniche e di non avere al riguardo alcun rapporto col medico. Si sentono privi dicono di qualsiasi mezzo per poter agire concretamente nel reparto, mentre sarebbero desiderosi di una nuova impostazione del lavoro. Un infermiere ha raccontato che attualmente è in corso un’azione legale contro di lui perché accusato di avere percosso due ragazzi mentre, a suo dire, cercava di dividerli, da altri degenti e da un parente di un ricoverato ci viene riferito che due infermieri del reparto provocando l’aggressività dei bambini, li maltrattano e li picchiano. Uno dei ragazzi che ha lamentato di essere stato percosso, presentava una grava malformazione facciale, evidentemente congenita, ma si è espresso con tanta chiarezza ed è apparso così autonomo che i membri della commissione hanno ritenuto di dover chiedere spiegazioni sul suo caso e sulle esatte motivazioni del ricovero. L’assistente sociale ha dichiarato che effettivamente il ragazzo sarebbe in grado di lavorare anche fuori dall’opera pia, ma che il suo aspetto gli è di gravissimo ostacolo. Ha 17 anni ed è ricoverato al reparto da lungo tempo. Rifiutato fin da piccolo dalla famiglia, in gran parte a causa della malformazione facciale che ne altera l’aspetto fisico, ha vegetato per anni in varie istituzioni psichiatriche con le quali no sarebbe mai dovuto entrare in contatto. Il medico del reparto ha infatti espresso il parere che il ragazzo non abbia mai presentato disturbi mentali e che le attuali alterazioni del carattere, del resto non gravi, siano una conseguenza del precoce e ingiustificato ricovero. Malgrado la lunga permanenza in ospedale il ragazzo no è mai stato visitato da uno specialista di chirurgia plastica, l’unico cui il caso poteva competere. La commissione di tutela ha provveduto immediatamente a interessare il professor… che si è dichiarato pronto a operare gratuitamente il ragazzo e ha espresso il suo stupore per l’annosa negligenza che rischiava di avere ulteriori drammatiche conseguenze: che sembrava soltanto una deformazione antiestetica, col tempo avrebbe provocato anche gravi disturbi della vista. E’ stato dunque rinchiuso in manicomio un fanciullo perché deforme e abbandonato dai familiari, privandolo in tal modo di tutta una serie di strumenti indispensabili per potersi un giorno inserire all’esterno (esperienze affettive, educative, preparazione scolastica, formazione professionale ecc) . Inoltre il che è ancora più grave, non è stata neppure ipotizzata la possibilità dell’indispensabile intervento di chirurgia plastica che appariva di urgente, lampante necessita. Purtroppo l’intervento della commissione è giunto troppo tardi per evitare che i danni fisici e psichici subiti dal ragazzo possano essere totalmente superati.
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16/02/2011 | ORFANI MOBIZZATI E ISTITUZIONALIZZATI
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| ORFANI MOBIZZATI E ISTITUZIONALIZZATI
ANCHE I RAGAZZI DEGLI ORFANOTROFI SONO VITTIME DEL MOBBING Caro Direttore, immortala una scatola, un libro che ho realizzato e che faranno parte di alcuni lavori che saranno esposti ai primi di luglio in una libreria cittadina per sensibilizzare l'opinione pubblica cittadina e non, sulla piaga sociale, che vede il nostro pseudo democratico paese fruitore ancora di orfanatrofi business (alcuni tra l'altro risultati laeger) dove vengono parcheggiati minori istituzionalizzati che per un calcolo meramente di interesse politico non avranno mai una famiglia. Questi oggetti saranno donati (io mi autofinanzio) a tutti coloro i quali ritengo possano aiutare questi minori abbadonati. A tutt'oggi ho avuto riscontri positivi da parte del Santo Padre Giovanni Paolo II, dal Presidente della Repubblica Prof. Azeglio Ciampi, dal Presidente della Camera dei Deputati On. Casini ecc. volontariato è per il 90% diventato un gregario della politica.... e mi scusi se è poco!!, Credo che si possa dare , almeno credo spazio anche a quei pochi (ahimè siamo in via di estinzione) volontari che credono ancora a certi valori, quali la libertà di espressione e che credono soprattutto nella libertà democratica di condurre certe sacrosante battaglie senza chiedere soldi a chichessia e soprattutto al di fuori dal coro sempre più ipocrita parcelizato politicamente e istituzionalizzato.Mi cosenta quindi, di informare facendo leva sulla libertà di stampa i lettori del suo settimanale che l'associazione contromobbing onlus di cui sono Presidente, ha adottato idealmente l'infanzia abbandonata del nostro Paese. Perchè qualcuno legittimamente si chiederà di questa strana sortita.?? Corte di appello e Docente di diritto all'università di Genova dove afferma che il minore istituzionalizzato in orfanatrofio (in istituto) può chiedere il risaricmento del danno esistenziale per questa sua lunga non voluta detenzione. L'Istituzione è responsabile in quanto aggiunge emarginazione ad emarginazione, carenze a carenze istituzionali. Forte anche del fatto che il diritto del fanciullo allo sviluppo pieno ed armonico della sua personalità trova sicure garanzie in famiglia . Cosi non è in istituto, quindi il minore costretto a restare in un orfanatrofio (in quanto le istituzioni non hanno provveduto a trovargli una famiglia affidataria o adottiva), può richiedere un risarcimento per aver subito un danno esistenziale. Cordiali saluti ..
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SCRITTOIO FATTO A MANO DAL SOTTOSCRITTO CHE RAPPRESENTA UN ANGELO AMBIGUO CHE RAPPRESENTA IL BENE E IL MALE « MA COSA E' IL MOBBING!!! VIDEO | Homepage 21/02/2011 adozione & affido Max è un undicenne che ha urgente bisogno di aiuto, di essere accolto in una famiglia che gli voglia bene e che lo […]

GEMELLINE, CHOC SU FB: "SOTTOTERRA O IN MARE?" Martedì 15 Febbraio 2011 - 17:53 FOGGIA - Una inquietante pagina è stata creata su Facebook e dedicata alle gemelline Alessia e Livia Schepp, scomparse da oltre due settimane, dopo il suicidio del padre Matthias. L'Osservatorio sui Diritti dei […]

14/02/2011 | DAL MIO ARCIHVIO: Il cardinale Tonini: “Le adozioni ? Meglio i single che l'orfanatrofio”. LA SENTENZA La Cassazione: adozione anche per i single La vita è un dono di Renato Zero - TRAGEDIA DI BESLAM MIO ALBUM IN MEMORIA DEI TANTI BAMBINI MORTI LA SENTENZA La Cassazione: adozione […]
12:03 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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